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lunedì 3 ottobre 2011

Compro oro. E il test della giovinezza.


Si sono moltiplicati. Vuol dire che tutti lo vogliono – o più precisamente lo devono – vendere, l’oro. Perché i soldi non bastano. E allora uno si vende l’anello di un fidanzamento finito o il braccialetto della comunione o la collanina del battesimo di tuo fratello (che lui ha dimenticato di avere, ma tu no).  Uno dei principali indicatori che abbiamo le pezze sul lato B è proprio la crescita esponenziale dei punti di Compro oro che, ormai, oltre a pagare in contanti, lavorano addirittura a domicilio. Per questioni di discrezione dicono loro. Quelli dell’oro non sempre valutano: la maggior parte delle volte svalutano. E se stai lì a venderti qualcosa non è certo per arrotondare lo stipendio, ma perché probabilmente stai con l’acqua alla gola e allora ti lasci svalutare consapevolmente. Quante sono le persone che frequentano questi punti di strozzinaggio legalizzato non lo so. Però ci ho cominciato a pensare da qualche settimana, da quando, camminando con il cane nero di re Artù – Marzia de Pescecanis – ho cominciato a rendermi conto di quanto sia cresciuta la percentuale dei Compro oro, che aumentano mentre tanti negozi di generi vari chiudono. Cioè i compro oro crescono come funghi, mentre i negozi normali chiudono e non per fine turno, ma per fine delle energie.
Che post triste.
Invece no. Perché chi ha 25 anni non pensa tanto spesso a queste cose, perché a 25 anni uno è troppo occupato a sognare. E i sogni non prevedono quasi mai cose troppo difficili, troppo lunghe, tantomeno cose tristi e fallimentari. A 25 anni ci sono i sogni e il presente. Il futuro è qualcosa di poco definito, lontano a sufficienza da darci la certezza che sarà bellissimo. Perché a 25 anni sai che è impossibile che il futuro ti sia ostile. Semmai ti può incutere soggezione, una soggezione che sarà comunque mista all'aspettativa di tutte le strepitose possibilità possibili che avrai e che non dovrai farti sfuggire.

Però, per capire quanto veramente ognuno di noi sia giovane e fiducioso che il futuro sia figo il giusto da meritare di essere non tanto vissuto quanto menzionato, c’è solo un modo: rispondere alle domande del test. 
Rispondendo alle domande del test forse si potrà capire anche: quanto si è disposti a faticare per un certo tipo di futuro; dove sono finiti i gemelli del nonno, non i suoi fratelli, ma quelli della camicia.


Il mio primo giorno delle elementari:
a)    sono rimasto deluso scoprendo che la mia maestra non era Creamy
b)   ho pensato che fosse tutto inutile
c)    mi sono innamorato della ragazza con le trecce bionde

Se dico “l’anno prossimo” tu pensi:
a)    Beeeella! Esce il nuovo film di spiderman
b)   Avrò ancora un lavoro?
c)    Sarà il più bello di tutti

Pianificare a lungo termine è:
a)    una follia
b)   una necessità
c)    un privilegio di pochi

La donna/l’uomo della mia vita è:
a)    una principessa/ un principe
b)   una persona che mi dia retta quando parlo
c)    è una/uno che deve ancora arrivare, ma che di sicuro è già nata/o

Voglio un figlio perché:
a)    prenderò una taglia di reggiseno/ la mia fidanzata prenderà una taglia di reggiseno
b)   ad una certa età si fanno per non restare da soli da vecchi
c)    spargerò il mio dna per la terra


Maggioranza di A
Hai 18 anni, cioè devi ancora oltrepassare la soglia: “Andrò in giro su un unicorno e mangerò pillole di rugiada e super poteri”. Ottimo, perché per crescere c’è sempre tempo. Per il futuro, c’è da dirlo, non sei disposto a fare grandi sforzi perché tanto sai che le cose succederanno a tempo debito e poi a quello ci sta pensando tua madre. Hai ancora bisogno di un paio di anni per non essere mai più imbarazzato e per sempre pronto a tutto. I gemelli del nonno. Quali gemelli?

Maggioranza di B
Hai 88 anni portati male. Sei un disilluso e non ti va giù che quelli che hanno un terzo delle tue primavere possano credere nell’impossibile. Il futuro per te è uno stagno di sabbie mobili che prima o poi risucchierà tutti. E i gemelli del nonno: “non valgono niente inutile portarli dal compro oro”. Forse sono stata un po’ esagerata, però non ti dà fastidio che qualcuno ti si rivolga in questo modo? Ecco, allora non farlo più. Con i piedi per terra sì, ma togline uno dalla fossa.

Maggioranza di C
Sei forever 25 e sei destinato ad esserlo forever. Il passato e il futuro sono una cosa, ma il presente è quello che ti importa veramente. Sei disposto, però, a metterti a giocare duro se capisci che ne vale la pena. I gemelli del nonno li ho venduti però quasi quasi li vado a ricomprare e me li metto che fa molto trendy. Gettare il proprio cuore oltre l’ostacolo è il motto che ti fa luccicare pure quando c’è il sole.  

giovedì 22 settembre 2011

Né l'una né l'altra. E non omettere le parole

Né l'una né l'altra in questo senso: qualcuno mi ha detto che non vorrebbe avere 25 anni per sempre. E non vorrebbe manco essere centenario. Bene (di questo secondo punto magari ne riparliamo quando stai per compiere 85 anni).
Perché in effetti ognuno desidera cose diverse dagli altri. Fino a 15 anni io desideravo la frangetta solo perché non la potevo avere. Ora apprezzo i miei capelli ricci che non devo pettinare ed infiocchettare ogni giorno. Che però devo curare con miglio, argan e tutta una serie di prodotti costosissimi per evitare che si tramutino in un'entità stoppacciosa e ribelle che prende impietosamente le redini della mia vita.

A me i 25 anni sono piaciuti così tanto che proprio non ho intenzione di abbandonarli. E' vero anche che cambio idea abbastanza spesso, ma questa volta spero di poter fare affidamento su una buona dose di coerenza. Ancora per un po'. Almeno fino al mio compleanno, quello dei trent'anni sulla carta. Scorpione.

Comunque, si voglia o meno crescere senza invecchiare e senza diventare tiepidi e impauriti, un buon sistema è evitare dialoghi del tipo:

X - C'è un bando molto interessante nel mondo dell'editoria e voglio candidarmi.
Y - Potresti prendere la cipolla nel frigo per favore?
X - Poi magari non mi prendono - anzi è praticamente sicuro - però non è una ragione sufficiente per non provarci.
Y - Ho fatto il risotto più buono del mondo. Ah, dimenticavo: forse a novembre vado a Londra.

Chi riesce a sfuggirvi è salvo. E poi, a pensarci bene, sarebbe stato sufficiente non omettere certi passaggi come nell'esempio sotto:

X - C'è un bando molto interessante nel mondo dell'editoria e voglio candidarmi.
Y - Bene! Raccontamelo quando siamo a tavola e ora dammi una mano a preparare il pranzo. Potresti prendere la cipolla nel frigo per favore?
X - Poi magari non mi prendono - anzi è praticamente sicuro - però non è una ragione sufficiente per non provarci. Eccola, vuoi che la sminuzzo? Che fame! Che prepari di delizioso?
Y - Ho fatto per te il risotto più buono del mondo. Ah, dimenticavo: forse a novembre vado a Londra. Vieni?
X - Beh, me lo chiedi? Certo che vengo!



Tutte (le stelle) per uno. Bilancia: riposati.